Thailandia….brutto posto per lavorare…

Questa volta puntiamo l’obiettivo dall’altra parte del mondo, diciamo verso est…e leggiamo un pò di chi ha scelto di vivere in Thailandia. Incontriamo Uberto Niccoli, che a quanto pare dalla foto deve essere lì da qualche tempo….

foto ube

Quando hai deciso di cercare un’opportunità all’estero e quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto?

L’opportunità di lavorare all’estero era già cominciata in Inghilterra anni prima, splendida esperienza che speravo di proseguire nello stesso ambito in Italia ma, i progetti inerenti a quel settore erano rimasti solo promesse da campagna elettorale e dopo qualche tempo capii che era inutile aspettare ancora.

Le motivazioni sono state inizialmente di natura personale, stufo di vivere in un ambiente da paesotto dove nulla cambiava e la giornata, settimana, mese e anno erano scanditi dai soliti ritmi e dove la mentalità in generale non era delle più aperte. E a distanza di 18 anni vedo che a Vittorio V., il mio “paesotto”, le cose non sono cambiate, se non in peggio.

Dal dire al fare c’è di mezzo il mare, ancora più vero nel tuo caso che hai scelto la Thailandia, ma perché proprio la Thailandia?

La Thailandia era stata meta di vacanze con la mia compagna e poi con amici e amiche, Asia, Oriente, mondo completamente diverso, gente diversa, opportunità diverse. Phuket in particolare era già una nota località turistica ma rispetto ad oggi direi che si sarebbe potuta definire  Phuket 1.0 …quasi un ventennio dopo è cambiata moltissimo, con tutti i vantaggi e gli svantaggi rispetto alla Phuket quasi selvaggia di fine anni 90, dove però i servizi erano quasi inesistenti. La Nazione in generale, Phuket in particolare, sono veramente esplose in tutti i settori, non sempre con ottimi risultati ma in generale hanno fatto passi da gigante rispetto al mio arrivo.
Una volta presa la decisione di andare all’estero, cosa hai fatto nella pratica per raggiungere il tuo obiettivo?

Ho avuto la fortuna di poter vivere a Phuket per un lungo periodo senza dover pensare a lavorare, l’errore principale qui (e in generale) è prendere una decisione affrettata, non dettata da ragioni imprenditoriali, senza un business plan e senza aver raccolto le opportune informazioni, questo è l’errore più comune che vedo in molti dei miei clienti.

Per raggiungere il mio obiettivo, non c’è stata nessuna formula magica, impegno, tenacia e onestà professionale, che alla lunga paga sempre. Difficoltà se ne incontrano sempre, l’importante è non mollare.

Alcuni aspetti negativi della vita in Thailandia:

La Thaialandia e direi Asia in generale, non offrono agli stranieri occidentali (chiamati Farang) la possibilità, anche molti anni dopo, anche lavorando con loro, o avendo formato una famiglia,  di sentirsi integrato con la popolazione locale, siamo stranieri e lo saremo per sempre.

Direi che siamo veramente diversi nel modo di pensare, comportarci e relazionarci, non dico peggio o meglio, non giudico, ma puoi vivere qui una vita, sei e resterai uno straniero, con pochi diritti e con quella sensazione di essere un ospite appena tollerato. Questo forse è l’unica sensazione negativa ripensando alla mia scelta di vivere in Oriente.
Ti sei mai pentito della tua scelta? 

No, di essere andato via dall’Italia assolutamente no, a maggior ragione visto il deterioramento della situazione Italiana in generale, sono felicissimo di aver preso quella decisione, e direi in tempi non sospetti, il Nord Est di quel tempo era ancora una locomotiva a tutto vapore, ora credo si espatri più per bisogno che per scelta.

Catapultarsi in una realtà nuova, diversa, dove ottieni per meriti e capacità, dove il lavoro non te lo trova l’amico di tuo padre, dove non hai credito perché il tuo cognome è conosciuto in città, se ti realizzi la soddisfazione è doppia, se non ce la fai, non è un problema, hai capito  i tuoi limiti e  che devi migliorarti se vuoi essere competitivo. Non è una sconfitta dalla quale non rialzarsi più, anzi, tutto il contrario.

Tornerai in Italia?

Non credo in maniera stabile e non nel medio termine. Ci ho pensato spesso, sul tornare con famiglia, ma non credo che le condizioni attuali diano un futuro alle mie figlie, c’è un mondo intero di opportunità e in particolare nel sud est asiatico, Thailandia, Cina, Singapore, India..

Consiglieresti a qualcuno di affrontare il tuo stesso percorso? Quali possono essere le opportunità per un italiano che vuole venire a vivere e lavorare in Thaliandia?

Consiglio a tutti di intraprendere un viaggio nel senso più ampio del termine, un’esperienza all’estero serve sempre, anche se temporanea. Facile rimanere nel cortiletto di casa, uscire, confrontarsi con persone con background diversi, migliora ognuno di noi, ed il miglioramento darà i suoi frutti anche nel caso una persona poi decida di ritornare in Italia, sarà più ricca sotto molti punti di vista. Gli Italiani in generale sono poco propensi a tale esperienza, in altri Paesi sono i genitori per primi che spingono i figli ad andare fuori e cavarsela da soli, da noi è un pò diverso, o almeno lo era.

Le possibilità lavorative in Thailandia ci sono, Phuket in particolare offre sia possibilità imprenditoriali rivolte al turismo, edilizia e servizi sia da dipendente, l’edilizia in particolare è in continua ricerca di artigiani con la professionalità ed abilità che ci hanno sempre contraddistinto all’estero.

E’ necessaria la conoscenza della lingua inglese, almeno a livello base.

Scoraggio chiunque pensasse di fare business qui ipotizzando di continuare lo stile di vita fatto durante la vacanza di 2 settimane, sembra ridicolo dirlo, ma in realtà molti neo imprenditori fanno questo errore, con pessimi risultati economici. Phuket offre, ma il lavoro è lavoro a prescindere dalla latitudine. Con il vantaggio che durante il tempo libero ci sono spiagge meravigliose, golf, vela, immersioni, vita notturna….direi  non ci si stufa, temperatura 30 gradi tutto l’anno e un rapporto qualità della vita/costo della vita ancora ottimo.

Uberto Niccoli

www.phuket-agenzia-immobiliare.it

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Susanna Tomaselli
Ho sempre lavorato nella selezione del personale, iniziando più di 15 anni fa come selezionatrice, ho con il tempo spostato il focus sulla vendita di servizi alle aziende. Amo il mio lavoro e trovo estrema soddisfazione nella relazione con il Cliente; la laurea in psicologia del lavoro a Padova e’ stata il primo passo del percorso che mi ha portato qui.
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