Alessandra Gruppi: percorsi di innovazione aziendale

Per la nostra rubrica The Question Corner, abbiamo intervistato Alessandra Gruppi, Partner e Presidente di Strategia&Controllo, sul tema dell’innovazione aziendale. Ne abbiamo approfittato per parlare della figura del Servitization Manager, un profilo professionale chiave per accompagnare le imprese verso strategie in grado di portare valore ai clienti.

Una breve presentazione: ci racconti un po’ di lei.

Mi occupo da più di 30 anni di accompagnare le aziende alla crescita e all’innovazione con attività sia di consulenza che di formazione. Ho lavorato per un paio d’anni all’estero e sono rientrata per amore della mia terra e dei miei affetti, e, in un certo senso, anche perché mi appaga poter contribuire allo sviluppo di questo territorio del Nord-Est grazie ad uno sguardo costante verso l’internazionalizzazione e l’innovazione nei modelli di business.

Insegno dal 1999 marketing strategico al MIB School of Management di Trieste e nello stesso anno ho fondato assieme ad un ingegnere la società di consulenza manageriale della quale sono tuttora Presidente, Strategia & Controllo. Oggi, grazie alle competenze di altri soci in ambito finanza, M&A e in generale al nostro team di professionisti partner, seguiamo progetti di trasformazione manageriale di PMI, passaggi generazionali, crescita anche per linee esterne e trasformazione digitale.

Per quanto riguarda la mia formazione, mi sono laureata in Scienze Economiche e Bancarie nel lontano 1991, a Udine, ho un MBA in International business, un master in PNL e business coaching e varie specializzazioni che mi hanno portato ad avere una certificazione RINA come Innovation Manager e una certificazione Europea CEPAS – BV come Servitization Manager.

Come si è avvicinata all’ambito dell’innovazione aziendale?

Il tema dell’innovazione – e in generale della creazione di nuovi progetti e nuove iniziative partendo da esperienze e competenze di persone diverse – è stata da sempre una delle cose che mi ha maggiormente appassionata nei progetti. In questi anni ho avuto la fortuna di collaborare con persone con competenze anche molto tecniche in ambiti diversi, dalla tecnologia alla finanza alla psicologia comportamentale e questo ha arricchito il mio bagaglio di esperienza rendendomi una profonda sostenitrice del valore del team, in particolare quando si è coinvolti nello sviluppo di iniziative di business strategy e business innovation.

Quali sono i compiti e le sfide principali di un/a Servitization Manager?

Faccio una premessa. Ho avuto la fortuna di essere il primo Servitization Manager certificato CEPAS – BV perché ho collaborato come esperto di business innovation al progetto sperimentale Thing+. Si tratta di un progetto europeo capitanato da un Polo Tecnologico del Friuli Venezia Giulia, Friuli Innovazione, che ha sperimentato assieme ad altri parchi in Europa un approccio, molto pragmatico, efficace nell’accompagnare in particolare PMI manifatturiere – fortemente focalizzate sul prodotto – a spostare il focus delle proprie strategie dal prodotto al cliente e quindi a rivedere anche i propri modelli di business nell’ottica delle cosiddette strategie di servitizzazione.

Per quanto mi riguarda, pur felice di questo titolo, ritengo che i veri Servitization Manager non siano dei professionisti esterni alle aziende come sono io, bensì manager inseriti in modo strutturato nelle aziende in grado di accompagnare con costanza la generazione e implementazione di queste strategie e modelli di business. Quello che posso fare io o i miei colleghi professionisti, è accompagnare la costruzione di queste competenze e/o stimolare la costruzione di una cultura all’interno delle aziende.

Detto questo, a mio avviso un Servitization Manager nella sua sfida quotidiana, in questo momento storico, si occupa principalmente della trasformazione culturale delle aziende. Il compito del Servitization Manager va al di là della formulazione di piani di business che spostino l’attenzione dalla vendita del solo prodotto, portando un valore maggiore e continuativo al cliente. Deve anche fare in modo che i silos aziendali vengano abbattuti e che il business model risultante sia realmente il frutto di una collaborazione convinta da parte di tutti i vari dipartimenti aziendali.

È una trasformazione non semplice, che richiede tempo, ma d’altronde necessaria per restare al passo con le richieste dal mercato e per lavorare sugli elementi di vera sostenibilità, e non solo di greenwashing, che possano assicurare la sopravvivenza delle aziende … e del pianeta.

Come si svolge una sua giornata tipo?

Vi racconto quello che fa ogni giorno uno dei Servitizzation Manager certificati CEPAS BV e con il quale stiamo condividendo attività di formazione e disseminazione di cultura sul tema, Paolo Mauri, responsabile Custome Care Electrolux Professional.

L’obiettivo del team di Paolo (che ha introdotto la designazione di “Digital Servitization Specialist” per la prima volta in azienda, in modo di rendere il processo strutturale) è di fare in modo che i nuovi prodotti di Electrolux Professional nascano servitizzabili e che si esplorino nuovi modi di portare valore ai clienti, instaurando con essi un rapporto continuativo e redditizio per tutte le parti coinvolte. La trasformazione digitale che Electrolux Professional sta compiendo (con anche lo sviluppo di una piattaforma IoT che sia trasversale alle varie linee di prodotto) è un importante elemento abilitante e il team di Paolo sta guidando la parte di digitalizzazione della rete di service.

Come si diventa Servitization Manager e quali competenze sono richieste?

Per quanto riguarda la certificazione vi rimando alle specifiche che sta dando in questo momento CEPAS – BV nel loro sito web.

Per quanto mi riguarda ritengo sia importante una conoscenza delle metodologie del marketing strategico, pianificazione e controllo, finanza e in particolare fintech, project management, industry 4.0. Infine, da non trascurare sono le capacità di gestire gruppi creativi e supportare i processi di change management in generale, con competenze di tipo soft.

Che ruolo giocano le competenze di intelligenza emotiva nel capire le esigenze dei clienti?

Sono fondamentali per entrare in empatia e spostare il focus su cosa effettivamente crea valore per il cliente, e conseguentemente business per l’impresa.

Le aziende stanno cercando questa figura professionale? Possiamo definirlo uno dei lavori del futuro per l’industria 4.0?

Certamente. Il Servitization Manger, e meglio ancora se lo chiamiamo Digital Servitization Manager, è la figura che coniuga le opportunità derivanti dall’ascolto delle esigenze dei clienti con gli strumenti che la tecnologia ci sta offrendo per creare dei legami cyber-fisici con il cliente stesso.

Vi suggerisco di leggere il libro di Roberto Siagri, un mio corregionale, intitolato proprio “Servitizzazione”, dove l’autore traccia proprio questa convergenza tra tecnologia, attenzione per le persone e attenzione per l’ambiente.

Per concludere, che consiglio darebbe a chi vuole intraprendere questo percorso?

Ideale a mio avviso sarebbe quello di avere solide basi tecnologiche e un MBA. Per avvicinarsi al tema stiamo organizzando assieme a LEF di San Vito al Tagliamento, lo spin off dell’Università di Pisa BeameUp e ASAP, una delle comunità culturali di riferimento in tema di servitizzazione,  dei corsi introduttivi ai principali temi del Servitization Manager. La terza edizione parte a febbraio del prossimo anno.

Alessandra Gruppi

Chi è Alessandra Gruppi

Laureata in Scienze Economiche e Bancarie, MBA in International Business, Master in Business Coaching e PNL, Alessandra Gruppi si occupa di pianificazione e controllo strategico, start up e business coaching. È docente di marketing strategico presso MIB School of Management e collabora come formatrice con altre business school ed istituzioni a livello internazionale.

Servitization Manager certificato n. 001 rilasciato da CEPAS Bureau Veritas certification Scheme SCH131.
Innovation Manager iscritta nella lista del MISE, Certificazione delle competenze manageriali rilasciata da RINA SERVICES S.p.A, certificato CCM-412/19
Mentor dei PID – Punti Impresa Digitali delle Camere di commercio d’Italia.

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Chiara Turchet

Chiara Turchet

A Bolzano ho studiato comunicazione in un ambiente multiculturale; all'interno di Talent's Angels mi occupo di comunicazione e marketing.
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