Angels For People 2020: Still I Rise NGO

Siamo arrivati al settimo anno del progetto Angels For People: un’iniziativa a cui teniamo particolarmente e che da sempre prevede la donazione dell’1% del nostro fatturato ad un’associazione o ente meritevole. Con un certo orgoglio comunichiamo che ad aggiudicarsi l’edizione Angels For People 2020 è Still I Rise NGO.

Logo Still I Rise Onlus

Still I Rise è una un’organizzazione non profit internazionale, fondata nel 2018. È completamente indipendente grazie alle donazioni private e non riceve finanziamenti da parte di governi, Unione Europea e organismi sovranazionali.

L’obiettivo è offrire educazione, sicurezza e protezione ai minori profughi e vulnerabili nei luoghi più caldi della migrazione globale. La sede centrale e amministrativa è a Roma, mentre le attuali operazioni sul campo si dividono tra Grecia, Turchia, Siria, Kenya e Repubblica Democratica del Congo.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Vanessa Cappella, Responsabile Ufficio stampa & PR dell’organizzazione, per conoscerne meglio le attività e gli obiettivi.

Come nasce l’idea di questa iniziativa?

Le attività di Still I Rise iniziano nel 2018 sull’isola di Samos, Grecia, per rispondere a un vuoto di sistema, ovvero garantire istruzione e protezione ai minori profughi presenti nell’hotspot. Purtroppo, infatti, non esistono servizi educativi rivolti a questi ragazzi, specialmente nella fascia di età 11-17. Se consideriamo che il tempo di permanenza nel centro di ricezione variava dai 6 mesi ai 2 anni, capiamo l’impatto e la portata di una simile carenza in queste persone. A tutto ciò si aggiungono le situazioni alienanti in cui sono stati costretti a vivere, senza protezione e tutele, in uno stato perenne di allerta e di sopravvivenza. Una condizione per noi inammissibile.

Quali sono i settori in cui operate?

La nostra organizzazione opera nel settore educativo: apriamo scuole nel mondo per minori profughi e vulnerabili. Al contempo, però, ci impegniamo nelle battaglie per la difesa dei diritti umani, facendo non solo sensibilizzazione, ma anche attivandoci nelle sedi opportune per cercare giustizia ai soprusi di cui noi e i nostri studenti siamo testimoni.

Quali i progetti realizzati?

Dal 2018, anno in cui abbiamo fondato Still I Rise, abbiamo aperto due centri di emergenza e riabilitazione (in Grecia e nel Nord Ovest della Siria), due scuole internazionali (in Kenya e Turchia) ed entro fine anno apriremo un altro centro di emergenza e riabilitazione in Repubblica Democratica del Congo, con l’obiettivo di sottrarre i minori dal lavoro minorile nelle miniere di cobalto. Accanto a questo, portiamo avanti varie iniziative di sensibilizzazione, che coinvolgono anche le scuole italiane. Recentemente abbiamo avviato la nostra presenza istituzionale anche in Svizzera, dove organizzeremo eventi e occasioni di divulgazione in tema di diritti umani.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Oltre all’apertura del centro in Repubblica Democratica del Congo entro fine anno, prevediamo nuove aperture di scuole nel 2022: presto riveleremo dove istituiremo la prossima. Al contempo, intendiamo promuovere forti campagne di advocacy, per fare in modo che i riflettori si accendano su realtà che spesso – nell’agenda mediatica e in quella della comunità internazionale – non trovano purtroppo l’importanza che meritano.

Abbiamo imparato con la nostra, seppur giovane, esperienza che è impossibile solo ciò che non si tenta mai.

Qualche numero: quante persone avete sostenuto dalla nascita dell’associazione ad oggi?

Abbiamo avuto a oggi circa 2.500 studenti: il nostro approccio è qualitativo, non quantitativo. Garantiamo colazioni e pranzi, distribuzioni di kit igienici e alimentari, vestiti, ma anche supporti più specifici, come ad esempio il carbone per il riscaldamento nei campi del Nord Ovest della Siria – dove in inverno il freddo è molto rigido e le famiglie non hanno mezzi per riscaldarsi. E poi provvediamo al supporto medico quando possibile: ad esempio, in passato a Samos abbiamo organizzato visite oculistiche e distribuzioni di occhiali da vista. Con la pandemia, abbiamo garantito la continuità delle lezioni attraverso distribuzioni di tablet e ricariche telefoniche per il traffico dati. La situazione globale dell’ultimo anno e mezzo ha comunque comportato una diminuzione del numero di ragazzi da poter inserire nelle scuole, perché è fondamentale assicurare il distanziamento e il rispetto di tutte le norme di prevenzione.

Quanti volontari hanno lavorato nel corso degli anni? Quanti sono attivi oggi?

Attualmente siamo sessanta persone nello staff e un centinaio di volontari, quindi in totale circa 160 persone, alle quali vanno ad aggiungersi circa una cinquantina di volontari che hanno collaborato in passato. Siamo cresciuti molto nell’ultimo anno e presumibilmente continueremo a crescere con l’apertura di nuovi progetti.

Di cosa avete bisogno?

Il sostegno delle persone che credono in noi per noi è fondamentale: siamo un’organizzazione indipendente per scelta, ovvero rifiutiamo attivamente i fondi di istituzioni governative nazionali e sovranazionali. Attualmente quasi la totalità delle nostre attività è finanziato da cittadini privati. Abbiamo un codice etico molto stringente nei confronti del sostegno da parte di aziende e fondazioni: accettiamo donazioni solo da quelle che risultano essere in linea con i nostri principi. Inoltre, gestiamo le donazioni convogliando il più possibile ai campi di operazione.

È poi importante che si parli di più di certi contesti e situazioni: ognuno di noi, nel proprio piccolo, può diventare un agente di cambiamento, semplicemente informandosi e diffondendo alla propria cerchia di conoscenze. Proprio per questo, sulle nostre pagine social, sul sito e attraverso la newsletter diamo costanti aggiornamenti sulle realtà di cui siamo testimoni. Inoltre, chi vuole attivarsi in prima persona può unirsi ai nostri gruppi territoriali di volontari e partecipare all’organizzazione di eventi e iniziative. Per conoscere tutte le modalità per sostenerci, è possibile trovare più informazioni sul nostro sito Still I Rise.

Una testimonianza: ci racconti brevemente un episodio o una storia di una persona che l’associazione ha aiutato.

Ce ne sarebbero tante da raccontare, perché ogni studente e studentessa ha un mondo dentro di sé. Io sono affezionata alla storia di Nahid, una ragazza afghana che quando è arrivata alla scuola di Samos era molto timida e introversa. Piano piano, sentendosi in un ambiente sicuro e protetto, ha iniziato a fiorire, diventando ben presto un punto di riferimento per tutti gli altri compagni e svelando una forza d’animo incredibile. Ora ha 15 anni, è diventata un’attivista per i diritti umani e si batte affinché tutti i bambini e adolescenti come lei possano andare a scuola: oggi si trova in un campo in Bosnia, dove ancora l’Europa non le dà l’accoglienza che lei e la sua famiglia meritano.

Un sogno che vorreste vedere realizzato?

Vorremmo portare il modello delle nostre scuole in tutti quei Paesi in cui ce n’è bisogno. E al contempo, sogniamo il giorno in cui non ci sarà più bisogno di noi, perché i problemi a cui oggi rispondiamo con la nostra presenza saranno finalmente ed endemicamente risolti. È il nostro vero obiettivo ultimo, probabilmente utopico, ma ormai abbiamo imparato con la nostra, seppur giovane, esperienza che è impossibile solo ciò che non si tenta mai.

 

Grazie a Vanessa Cappella per il tempo che ci ha dedicato e buon lavoro a tutto lo staff, alle volontarie e ai volontari di Still I Rise NGO!

 

 

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Chiara Turchet

Chiara Turchet

A Bolzano ho studiato comunicazione in un ambiente multiculturale; all'interno di Talent's Angels mi occupo di comunicazione e marketing.
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