Il bilancio di competenze è già utilizzato nei momenti di transizione lavorativa o di orientamento, ma è un valido strumento anche per le aziende interessate a sviluppare al meglio la propria organizzazione.

L’evoluzione del mercato del lavoro e il maggiore focus posto sulle competenze mette le aziende davanti alla necessità di coltivare ed arricchire il proprio capitale umano. In questo senso, il bilancio di competenze è una valida “bussola” in grado non solo di rendere una fotografia della situazione attuale, ma anche di tracciare la direzione da intraprendere.

In che modo? Lo spieghiamo in questo articolo.

Ma prima, una dovuta premessa.

Cosa significa “competenza”?

Prima di entrare nel dettaglio dell’uso del bilancio di competenze in azienda, facciamo luce su che cosa si intende per “competenze”.

Una competenza è definita come la combinazione strutturata di conoscenze, abilità pratiche e qualità personali che un individuo utilizza per svolgere le attività lavorative o affrontare situazioni professionali.

Non è solo ciò che una persona sa e sa fare, ma anche come lo fa, includendo aspetti motivazionali, relazionali e valoriali.

Che cos’è il bilancio di competenze

Anche se abbiamo già approfondito in un altro articolo, ci sembra opportuno fare un veloce riassunto di che cosa si intende per bilancio di competenze.

Il bilancio di competenze è uno strumento, inserito all’interno di un percorso di consulenza, che ha l’obiettivo di analizzare, valutare e sviluppare le competenze di una persona. Si focalizza, in particolare, sulle competenze professionali e tecniche, ma considera anche le capacità personali, gli interessi e le attitudini, per aiutare a definire obiettivi professionali su misura.

Infatti, viene utilizzato per mappare le conoscenze e abilità personali attuali e delineare il percorso di sviluppo da intraprendere per la crescita professionale.

Attenzione, però: non esiste un unico modello di bilancio delle competenze. Questo, infatti, si avvale di diverse metodologie (come questionari di autovalutazione, interviste strutturate e test psicometrici) per raccogliere informazioni utili a comprendere il potenziale individuale.

Nonostante le differenze nella modalità di analisi, l’esito del bilancio di competenze rimane, però, lo stesso, ovvero la restituzione di un report individuale che evidenzia:

  • punti di forza
  • punti di debolezza
  • attitudini
  • interessi
  • livelli di motivazione
  • potenzialità non ancora espresse (o lacune da colmare)

Perché implementare un bilancio di competenze in azienda

Fatte queste premesse, il bilancio di competenze rappresenta uno strumento utile per lo sviluppo organizzativo, non solo perché favorisce la formazione interna, ma aiuta anche a coltivare e trattenere i talenti. Ma non solo.

In generale, un bilancio di competenze offre i seguenti vantaggi:

Mappatura delle competenze interne

Consente di riconoscere e identificare le abilità e le competenze in cui i dipendenti eccellono e quelle in cui potrebbero migliorare per il successo aziendale.

Definizione di piani formativi mirati

Analizzare e riconoscere le competenze è fondamentale per sviluppare piani di formazione mirati e congruenti alle specificità degli individui e dei ruoli. In questo modo, è possibile ottimizzare i costi di formazione e garantire che i dipendenti acquisiscano effettivamente le competenze necessarie per il successo dell’azienda.

Pianificazione strategica delle risorse

Favorisce una gestione più efficiente del capitale umano, assegnando i ruoli in base alle competenze effettive, migliorando l’operatività e la soddisfazione sul posto di lavoro.

Sviluppo del talento

Aiuta a individuare potenziali leader e a progettare percorsi di carriera personalizzati, con effetti positivi sulla motivazione e la fidelizzazione dei dipendenti.

Ottimizzazione dei processi di selezione

All’interno dei processi di Recruiting, fornisce criteri oggettivi per la valutazione dei candidati, migliorando la qualità delle assunzioni.

Vantaggi per i dipendenti

Non solo l’azienda, anche i dipendenti stessi beneficiano dal prendere parte ad un bilancio delle loro competenze. Infatti, questo processo di analisi permette di ottenere:

Consapevolezza delle proprie capacità

Il bilancio delle competenze permette ai dipendenti di comprendere meglio le proprie abilità e di identificare le aree su cui focalizzarsi per la crescita professionale.

Orientamento professionale

Offre indicazioni utili per pianificare il proprio percorso di carriera, in linea con le aspirazioni personali e le esigenze aziendali.

Accesso a formazione mirata

Facilita l’individuazione di corsi e attività formative specifiche per colmare eventuali gap di competenze.

Sviluppo di ambienti di lavoro sani e stimolanti

Favorisce un ambiente di lavoro in cui le competenze sono riconosciute, valorizzate e sviluppate e aiuta a individuare e affrontare eventuali problemi di comunicazione o collaborazione tra i dipendenti.

Quando applicare un bilancio di competenze

Il bilancio delle competenze può essere implementato in qualunque momento, tuttavia, si rivela particolarmente strategico ed efficace quando l’azienda si trova ad affrontare i seguenti processi:

Processi di selezione: per valutare in modo approfondito le competenze e il potenziale dei candidati e assicurare un allineamento con le esigenze aziendali.

Definizione dei piani di formazione: quando c’è la necessità d’identificare le aree in cui i dipendenti realmente necessitano di sviluppo e progettare interventi formativi adeguati.

Analisi del clima lavorativo: il bilancio di competenze è un valido alleato nelle analisi dedicate a sondare il benessere lavorativo perché consente di ridefinire i ruoli (evitando sovrapposizioni e distribuzioni sbagliate dei carichi di lavoro) ed evidenziare eventuali lacune nelle competenze relazionali e di leadership all’interno dei team di lavoro.

Ristrutturazioni organizzative: in quest’occasione, il bilancio di competenze restituisce una mappatura delle competenze disponibili per facilitare la redistribuzione efficace delle risorse umane.

Gestione delle carriere: per supportare i dipendenti nella definizione di percorsi di crescita professionale coerenti con le loro competenze e aspirazioni.

Un caso pratico di bilancio di competenze

Per un grosso gruppo nel settore della plastica con sede a Treviso, abbiamo utilizzato il bilancio di competenze per supportare una decisione molto importante:

individuare il manager più adatto alla gestione di un nuovo stabilimento produttivo negli USA.

Nello specifico, si trattava di scegliere quale, fra 4 figure selezionate dall’azienda, avesse non solo le competenze tecniche per questo sfidante ruolo, ma possedesse anche le soft skill più adatte per facilitare la strutturazione della nuova organizzazione in suolo americano e riuscire a fare da “collegamento” con la casa madre in Italia.

Si individuò così un manager con 15 anni di esperienza nel settore manifatturiero che si era distinto per aver guidato con successo team multidisciplinari in progetti di efficientamento produttivo e innovazione tecnologica.

Proprio la sua capacità di costruire e guidare gruppi di lavoro in modo efficiente e motivato, la forte capacità di mediazione e la sua visione strategica, l’avevano reso il candidato perfetto, nonostante la sua conoscenza dell’inglese buona ma non ottima. Inoltre, in vista della complessità del ruolo che lo attendeva, abbiamo testato la sua capacità di problem solving con delle prove pratiche e sondato la sua intelligenza emotiva con test specifici.

È stato, quindi, preferito ad altri candidati che sì, avevano un livello d’inglese ed esperienza in contesti internazionali superiore, ma dimostravano una certa rigidità nelle procedure che non avrebbe agevolato l’operatività in una fase così delicata e “in divenire” della nuova sede produttiva.

Il manager è stato così inserito all’interno di un piano formativo mirato a potenziare il livello d’inglese professionale, che si è svolto in parallelo a una formazione mirata sulle normative di sicurezza americane (OSHA) e a un aggiornamento sugli standard internazionali di qualità.

Il risultato?

Lo stabilimento è stato avviato rispettando le tempistiche attese, nonostante alcuni intoppi lungo il percorso che sono stati brillantemente superati dal manager scelto, che ha saputo gestire sia la parte operativa sia il delicato processo di integrazione con la cultura e il mercato locali.

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